La Storia del Raid

Impresa contemporanea indissolubilmente legata all’antica tradizione fluviale dei pionieri dei secolo scorso, il Raid Pavia Venezia propone intatta dopo quasi cento anni la sua filosofia, e vive la passione per il fiume, il divertimento, la tenacia di ogni partecipante, la strategia di navigazione come inscindibili componenti che combinano l’amalgama di grande effetto.

Il raid è un’impresa sportiva unica nel suo genere, che racconta storie, aneddoti, avvenimenti, difficoltà, insidie ed emozioni che vanno oltre il risultato agonistico.

Nato nel 1929 come cimento con i pur veloci natanti dell’epoca, il Raid Pavia Venezia ha rapidamente guadagnato un posto di rilievo tra le numerose gare, in circuito o in linea, che hanno goduto di grande popolarità dagli anni 50 agli anni 70, diventando nel tempo icona indelebile, e tutt’oggi assolutamente viva, nella narrazione della tradizione fluviale.

L’appuntamento annuale con il raid è mancato solo nel periodo bellico, e dal 2012 al 2020 per difficoltà organizzative, prevalentemente dovute alle insufficienti condizioni idrico fluviali.

Dal 2021 l’organizzazione del Raid Pavia Venezia ha dato il via ad un nuovo corso in collaborazione con l’Associazione Motonautica Venezia, aprendo la partecipazione alle imbarcazioni da turismo inquadrate in sei classi Diporto, portando così nuovo interesse ed un numero crescente di partecipanti.

Il Raid Pavia Venezia è una combinazione di tradizione, sport, emozione che ha saputo coinvolgere da protagonisti non solo gli appassionati delle competizioni sull’acqua: tra i partecipanti delle passate edizioni si leggono i nomi di campioni italiani di motonautica quali Renato Molinari, Fabio Buzzi, Antonio Petrobelli, nonché di personaggi famosi come il tennista Adriano Panatta, l’imprenditore Alessandro Benetton, il pilota di Formula 1 e rally-raid Clay Regazzoni, lo sciatore Christian Ghedina e Thierry Sabine, inventore e organizzatore della Parigi-Dakar.

LE ORIGINI

Tutto comincia nel 1908, con una gara tra imbarcazioni veloci lungo il tratto Piacenza-Venezia: un’idea pionieristica per l’epoca, quando la motonautica muoveva ancora i primi passi.
Vent’anni dopo, nel 1929, l’ingegnere napoletano Vincenzo Balsamo – Presidente del Gruppo Motonautico della Lega Navale di Milano – riprende quel sogno. Insieme alla Società Canottieri Ticino di Pavia, lancia un progetto ambizioso: una prova di turismo motonautico da Pavia a Venezia.

Il percorso copriva 414 chilometri, seguendo il Ticino, poi il Po e infine il Canale di Brondolo – all’epoca chiamato Canale Vittorio Emanuele III – fino all’ingresso nella Laguna di Chioggia, con arrivo a Venezia.

LA PRIMA EDIZIONE

Il primo Raid Pavia Venezia si svolge il 6 giugno 1929. La motonautica, ormai già diffusa, è uno sport d’élite che coinvolge nobiltà e borghesia. Accanto a Balsamo, collaborano all’organizzazione Piero Sozzani e Paride Negri con i figli Ettore e Tino, pluricampioni di canottaggio e titolari dell’imbarcadero sul Ticino che diventerà poi l’Associazione Motonautica Pavia.

La gara prende il via alle 4 del mattino, tra ali di folla sugli argini. Tra gli equipaggi in evidenza Ettore e Paride Negri (motori Elto 350 e 500 cc.), Quartana-Varesi (Johnson 500 cc.), Carbone-Zanasi (Lockwood 350 cc.), Benzoni-Fregnani (Johnson 500 cc.), Castaldi-Borromeo d’Adda (Elto 500 cc.)
Tra gli ospiti si annoverano il contrammiraglio Camperio, l’ingegner De Capitani del Touring Club, ed i giornalisti Emilio De Martino del Corriere della Sera ed Arturo Pianca del Popolo D’Italia.

Vince Ettore Negri con un piccolo fuoribordo, in 11 ore 36 minuti e 23 secondi. Al secondo posto, dopo aver superato ben quattro incagli, il conte Franco Mazzotti su un motoscafo Pitta. La signorina Franci Balboni giunge tenacemente al traguardo con oltre 40 ore di ritardo dopo numerosi inconvenienti.

Il Raid si ripeterà ogni anno fino al 1939; per le prime tre edizioni l’organizzazione è curata da Canottieri Ticino e Lega Navale. Nel 1932 – da una costola della Canottieri Ticino – nasce ufficialmente l’Associazione Motonautica Pavia, che rileva il testimone.

L’ERA DEGLI IDROSCIVOLANTI

Tra il 1933 e il 1939 le velocità cambiano radicalmente, si passa da una media da 35,670 chilometri orari a 86,73. I tempi si dimezzano: da oltre 11 ore a poco più di 5 ore. Gli idroscivolanti – eleganti scafi plananti – dominano la scena.

Tra i protagonisti delle varie edizioni si annoverano Vito Mussolini in coppia con il Principe Ruspoli, Franco Mazzotti, che centra due vittorie con scafo SIAI motorizzato Isotta Fraschini, il Capitano Attilio Biseo (vincitore di due edizioni con idroscivolante SIAI con propulsore prima Fiat e poi Farina), il Conte Theo Rossi di Montelera; il Tenente Colonnello Goffredo Gorini che si aggiudica il successo nel 1937 su SIAI/Alfa Romeo.

L’ultima edizione prima della seconda guerra mondiale è quella del 1939.

IL DOPOGUERRA ED IL RITORNO DEL RAID

Il Raid riparte nel 1952, dopo la lunga interruzione causata dal conflitto e dai bombardamenti su Pavia, che nel 1944 avevano distrutto i ponti sul Ticino. La prima edizione del dopoguerra prende il via dopo la piena devastante del 1951. Il fiume torna a essere luogo di sport e svago.

Gli idroscivolanti scompaiono progressivamente dalla scena, e cedono il passo ai racers americani, potenti scafi entrobordo nati per le gare in circuito, simboli della nuova era e del boom economico.

I protagonisti di questi anni sono Augusto Cometti, che colleziona sei vittorie tra il 1954 e il 1963 con il mitico Pelaochi, Leopoldo Casanova, che vince nel 1964 e 1965, Flavio Guidotti (Coppa Montelera 1964), Enzo Faroppa (vittoria nel 1967), Guido Caimi (1968), e Carlo Rasini, che a bordo del suo catamarano sfornato dai cantieri Molinari e motorizzato Mercury, supera in volata Caimi e si aggiudica l’edizione del 1969.

LE SFIDE EPICHE DEGLI ANNI SETTANTA

Tra la fine degli anni sessanta e l’inizio degli anni ottanta i protagonisti della sfida sono entrobordo e fuoribordo, catamarani e racers. Nel 1970 Renato Molinari tocca i 137 orari con un fuoribordo Mercury, ma vince Roberto Brunelli su uno scafo Timossi con motore BPM Vulcano da 8000 cc e 500 cavalli.

Brunelli domina anche nel 1971 – nuovo record con oltre 164 orari – e nel 1972, dove vince per la terza volta consecutiva anche la Coppa Theo Rossi di Montelera. L’edizione del ‘72, la 32a, registra 149 partenti, di cui quasi cento raggiungono l’arrivo.

Il 1973 premia i catamarani: Renato Molinari sul suo Molinari con motore Mercury vince su Gino Lupi a bordo di un racer Timossi/BPM. Nel 1974, col fiume in condizioni ideali per la gara, il vincitore Antonio Petrobelli stabilisce un nuovo record di velocità a 166,331 km/h, davanti a Luigi Mattioli e Lupi. Carlo Rasini fa segnare la media oraria superiore ai 158 km su un catamarano Mercruiser

Nel 1975 la gara è segnata da polemiche regolamentari. Dopo penalità e reclami, la vittoria viene assegnata a Giuseppe Colnaghi con un catamarano entro-fuoribordo Mercruiser da 400 cv. Il pavese Annibale Beltrami si aggiudica la Coppa Montelera.

Nel 1976, causa la magra del Ticino, si parte dal Ponte della Becca. Tra minacciati scioperi degli addetti alle chiuse, ritiri e incidenti, vince di nuovo Colnaghi, che sopravanza di misura Renato Molinari; terzo è Teresio Lupano.

Nel 1977, trentasettesima edizione, il successo va a Annibale Beltrami che segna a 168,825 orari il nuovo record di velocità.

L’anno dopo Molinari abbatte ogni limite: media di 187,286 km/h, ovvero meno di due ore da Pavia a Venezia, e Coppa Montelera a 192,408 km/h. La vittoria è assegnata inizialmente a Giuseppe Colnaghi, che viene però retrocesso al secondo posto causa un ritardo nell’attraversamento delle conche. Molinari, che aveva terminato alle sue spalle, guadagna così la prima posizione.

Nel 1979, per l’edizione del 50° anniversario organizzata con collaborazione speciale della Federazione Italiana di Motonautica, la vittoria va nuovamente a Molinari su un catamarano con fuoribordo Evinrude da 2500 cc.

ANNI OTTANTA

Gli anni Settanta si chiusero in bellezza, ma l’edizione del 1980 segnò un inizio di decennio amaro: il Po era in magra e l’edizione del Raid fu poco brillante con un numero ridotto di partecipanti e pochi debuttanti.
A sollevare in parte la situazione fu il rientro di grandi protagonisti del Raid, come Antonio Petrobelli, e Fabio Buzzi; quest’ultimo si presentò con una splendida barca diesel di sua progettazione, ma fu costretto al ritiro dopo pochi chilometri. Anche Eugenio e Renato Molinari si fermarono dopo Isola Serafini.
A trionfare fu Antonio Petrobelli, che si aggiudicò sia la vittoria assoluta sia la Coppa Montelera, completando la gara in 2 ore e 15 minuti alla notevole media di 170,348 km/h. Dietro di lui, si classificarono Rasini e Manfredini.

Eugenio Molinari si riscattò nel 1981 salendo sul gradino più alto del podio. La rottura del timone a 180 orari sui massi affioranti nella impegnativa curva di Riva di Suzzara nel mantovano tolse di scena Virgilio Molinari.

Il 1982 la gara fu vinta da Giovanni Cima, seguito da Giulio Ricci e Bruno Malugani. Fu un altro anno complicato per la corsa. Aldo Martinetto, giornalista di “Vela e Motore”, lanciò l’allarme: il Raid rischiava di perdere attrattiva.

Il timore dell’oblio diede una sferzata all’organizzazione, e nel 1983 si cambiò rapidamente registro: oltre cento barche partirono da Pavia e il pubblico si assiepò lungo il percorso per ammirare, tra gli altri, le straordinarie prestazioni del filante tre punti di Fabio Buzzi, motorizzato con un 12 cilindri Isotta Fraschini. I piloti coprirono il tratto da Pavia a Isola Serafini a una media di 200 orari, percorrendo gli 87 chilometri in poco più di mezz’ora.
A vincere fu Alberto Fioretta su un Molinari-Mercury, con una media di oltre 152 km/h. La Coppa Montelera andò a Giulio Ricci.

Il 1984 fu un’edizione da record: Antonio Petrobelli completò il percorso in meno di due ore, con una media impressionante di 188,704 km/h. Secondo si classificò Pierluigi Calderoni, terzo Nico Malinverni. Tra i protagonisti che catturarono l’attenzione del pubblico e dei media il pilota britannico di Formula 1 (su ruote) Tony Williams.

Petrobelli si confermò vincitore anche nel 1985, entrando di diritto tra i grandi del Raid. In quell’edizione si ritirarono Buzzi, Beltrami ed Eugenio Molinari.

Nel 1986, per motivi logistici e ambientali, la gara si adattò temporaneamente al percorso Pavia–Chioggia. Nonostante ciò, partirono ben 130 equipaggi, tra cui alcuni storici idroscivolanti tornati in gara dopo decenni. Petrobelli trionfò nuovamente, alla guida del “Biso V” realizzato nei cantieri Celli e dotato di un motore V8 BPM. Lo spettacolare tre punti di Buzzi, motorizzato con Lamborghini 12 cilindri, andò distrutto contro un isolotto sabbioso. Petrobelli si impose raggiungendo i 179,880 km/h di media. Nella categoria idroscivolanti vinse Zocchi Ballabio, con una velocità di 67 km/h.

Nel 1987 – edizione numero 47 – Petrobelli vinse per la quarta volta consecutiva, eguagliando i successi di Augusto Cometti. La sua imbarcazione fu danneggiata da un legno semisommerso, ma, con tenacia ed abilità, riuscì comunque a non vanificare la sua corsa al primo gradino del podio. L’edizione registro significative presenze femminili: un equipaggio completamente in rosa composto da Silvana e Nicoletta Mora con Paola Petrobelli, che conclusero in 10 ore a bordo di un Marlin Boat Suzuki, e Stefania Bartoli che si classificò terza nella sua classe.

Nel 1988, Petrobelli firmò il suo palmares con cinque vittorie consecutive (saranno sette in totale nella storia del Raid). Ma nel 1989 un guasto meccanico lo fermò a pochi chilometri dal traguardo. Vinse Mauro Danini su uno scafo Molinari con propulsore Lamborghini 8200 cc, che conquistò anche la Coppa Montelera. Secondo e terzo si piazzarono Ranieri e Franco Leidi.

IL RAID SPETTACOLO

Il 1989 segnò la fine di un’epoca e nel 1990 cominciò l’era di prestazioni spettacolari. A causa della magra del Po, la gara partì da Cremona. Su un percorso più corto si scatenò una sfida tra campioni: Petrobelli, Buzzi, Danini, Caramelli e Casanova.

Buzzi e Petrobelli si diedero battaglia, lanciati verso l’obiettivo dei 200 orari. Alla fine, Buzzi dominò con una media di 195,149 km/h, ma fu Petrobelli a superarlo nel finale, vincendo alla media di straordinaria 198,868 km/h. Andrea Bonomi vinse la classifica prototipi con un’imbarcazione di grande bellezza.

Nel 1991 il Raid tornò sul classico tracciato di quasi 400 km. Vinsero quasi a sorpresa Gervasoni e Bianchini su un entrobordo Mostes con motore BPM. Fu un’edizione segnata da meteo avverso e forti venti, chiusa con una media non eccezionale di 147,286 km/h. La Coppa Montelera fu vinta da Romanello Balocchi.

Nel 1992, con partenza ancora da Cremona, Giuseppe Landini, cinquantenne forte di una lunga militanza, trionfa ad una media di 192,509 km/h. Sul podio anche Luca Radice e Mauro Danini. La vera sorpresa fu il tennista Adriano Panatta: malgrado problemi al trim, chiuse al 14° posto assoluto e 5° nella cronometro per la Coppa Montelera.

Nel 1993 il veterano del raid Maurizio Caramelli coronò la sua la sua lunga esperienza motonautica con il successo del Raid Pavia Venezia dopo un duello con il team composto da Sandro Gianella e Giuliano Landini. Il Lucini-Mercury di Caramelli segnò una media di 191,289 km/h. In gara anche l’imprenditore Alessandro Benetton in coppia con Andrea Bonomi, che superarono i 150 km/h di media.

Il 1994 fu condizionato da proteste ambientaliste e da condizioni meteo proibitive. I concorrenti della categoria Racer vennero fermati a Boretto causa il forte vento. Pochi i concorrenti che giunsero all’arrivo. Vinsero Nordio e Comparato, con la Coppa Montelera a Giuliano Landini.

Nel 1995 emerse un protagonista comunque già ben conosciuto: Roberto Ranieri conquistò la vittoria dopo anni di buoni risultati.

Nel 1996 fu la volta dello svizzero Secondo Spacio, che vinse con un racer 2000. Dino Zantelli si aggiudicò la Coppa Montelera, dando inizio ad una serie vincente.

Nel 1997 brillò Giuseppe Sterza, medico di Chignolo Po (PV) con la passione della motonautica, a bordo della barca che aveva già vinto il Raid con Beltrami. Fu superato nella prima parte da Giorgio Lucchini, vincitore della Coppa Montelera di quella edizione, che poi fu nuovamente doppiato e si classificò secondo con soli 10 secondi di distacco. Terzi Romanello Balocchi e Marco Maran. Il personaggio di quell’edizione fu Aldo Aielli, 73 anni, soprannominato non a caso il Caimano del Po: con un attivo di 37 partecipazioni al Raid, fu costretto per la prima volta al ritiro per un guasto a pochi metri dal traguardo.

Nel 1998 vinse Zantelli, che conquistò il secondo posto nel 1999 e tornerà sul gradino più alto del podio nel 2000 e 2001.

Nel 1999 trionfa Enrico Parmeggiani con uno scafo Clerici spinto da un fuoribordo Mercury.

IL NUOVO MILLENNIO

Tra la fine degli anni ’90 e l’inizio del nuovo millennio, l’ambiente della motonautica torna a rinnovare il grande interesse nei confronti del Raid Pavia Venezia.

Nel 2000 è Ancora Zantelli a dominare con il suo Lucini motore Alfa Romeo, volando a una media di quasi 160 orari. Lo seguono sul podio nell’ordine Giuseppe Pievani, Gianni Sarti e, quarto, Giorgio Siviero, tutti nella classe R2000.

Nel 2001 il Raid apre alle moto d’acqua, portando ulteriore spettacolo e nuova adrenalina: i piloti di questa categoria, in grado di superare abbondantemente i 100 km/h di media.
Zantelli, su sul catamarano Clerici con motore Mercury, vince per la terza volta, con una media di 175 orari. Lo segue ad un battito di ciglia Pierluigi Nordio, terzo Fabio Buzzi con il leggendario e mostruoso FB Design-BMW.

Zantelli è nuovamente vincitore anche nella edizione numero 61 e conquista anche la Coppa Montelera, Sul podio dietro di lui Pierluigi Nordio e Luigi Abbiati.

TEMPI RECENTI

Nel 62° Raid – 2002 – Fabio Buzzi sfreccia verso la vittoria fino a raggiungere 182,620 orari.

Nel 2003, la 63ª edizione viene annullata causa siccità.

Si riparte nel 2004, e la vittoria va ancora a Buzzi, con un entrobordo di sua progettazione capace di una media di 197.610 km/h. Vince anche la Coppa Montelera.

Nel 2005, 65ª edizione, Zantelli ritorna a calcare il gradino più alto con un fuoribordo Clerici giallo e rosso, dotato di motore Mercury capace di spingere fino ad una velocità massima di 203.341 km/h, record assoluto del Raid ancora imbattuto. Sul podio anche Nordio e Gigi Abbiati. Zantelli si aggiudica anche la Coppa Montelera con una punta di 199.155 km/h tra Revere e Pontelagoscuro.
Zantelli è di nuovo il vincitore nel 2006.

Il 2007 segna ancora una battuta d’arreso a causa della carenza d’acqua di Po e Ticino.

Zantelli continua la sua serie di successi anche nel 2008 e 2009 (66ª e 67ª edizione), ma non riesce a battere il suo stesso record per le condizioni sfavorevoli del fiume e del meteo.

Nel 2010, il crollo del ponte di Piacenza, che avrebbe costretto alla partenza da Cremona con un percorso troppo breve, obbliga gli organizzatori alla rinuncia.

Nel 2011 – 68° Raid Pavia Venezia – il nome di Zantelli firma la sua ottava vittoria in undici edizioni (la prima nel 1998).

Dal 2012 al 2020 la gara fa registrare una lunga sosta dovuta ad una somma di fattori tra difficoltà organizzative ed insufficienti condizioni idrico fluviali.

Superate le criticità si ricomincia nel 2021: la 69^ edizione parte da da Sannazzaro d’Ongina, sale sul podio più alto Gianluca Carli. Secondo posto per il pilota pavese Paolo Romagnoli.

Nel 2022 è ancora la carenza idrica a decretare l’annullamento.

Nel 2023, lo start è dato a Sannazzaro d’Ongina ed i cronometri scattano da Boretto. La prima porzione di fiume si propone in condizioni ideali, ma la successiva presenza di tronchi ostacola molti equipaggi. Guido Cappellini conquista il suo primo trionfo malgrado l’urto di un albero a 30 chilometri dal traguardo; l’inconveniente compromette la sua rincorsa al record che rimane di Zantelli.
Secondo posto per Giovanni Micheli con Ennio Panzeri (categoria diporto), terzo il pavese Alberto Huober, in gara nella categoria racers. Lucio Canu è il migliore tra le moto d’acqua e 16° della classifica assoluta, seguito da Ezio Lucchese.

Nel 2024 si impone autorevolmente per la seconda volta Guido Cappellini, alla media di 199,34 km/h, a bordo del suo portentoso fuoribordo F1 DAC-Mercury capace di ben oltre duecento orari. Conquista anche la Coppa Montelera, tuttavia le condizioni del fiume non ideali con presenza di numerosi tronchi, con l’aggiunta di un forte temporale, ancora una volta non gli consentono di coronare con successo la rincorsa al record di velocità assoluta. Completano il podio gli equipaggi Gianluca ed Andrea Roda, rispettivamente padre e figlio, e Christian Cesati-Dario Buchli. Quarto Alberto Huober.
Il Raid, partito regolarmente dalla sede della Associazione Motonautica Pavia, si ferma a Porto Viro causa improvvisa piena del fiume Adige.

Nell’edizione 2025 Cappellini centra il record a 207,26 orari e vince tutto. Il dieci volte Campione del Mondo F1 trionfa nella settantaduesima edizione compiendo l’impresa che inseguiva con determinazione fin dal 2023, stabilendo la media oraria 207,26 km/h, battendo così l primato che resisteva dal 2005
Cappellini ha fatto incetta di premi, conquistando anche la vittoria assoluta e facendo sue la Coppa Montelera, nonchè la Coppa intitolata a Paolo Masiero, riconoscimento riservato, in aggiunta, al primo classificato.
Sul podio al secondo posto assoluto l’equipaggio formato da Diego Lacchini e Fabio Maccabruni, in gara nella combattuta categoria Diporto. Terzo piazzamento per il velocissimo Giovanni Micheli, iscritto nella categoria Touring Cup.