La nascita del Raid

Nel 1908 si bandì una gara fra natanti veloci sul percorso Piacenza-Venezia, idea bella e coraggiosa per tempi in cui la motonautica era ancora gli albori. Nel 1929, ricordando quell’impresa, Vincenzo Balsamo, ingegnere napoletano e appassionato marinaio che presiedeva il Gruppo Motonautico della Lega Navale di Milano, propose alla società Canottieri Ticino di Pavia di organizzare una prova di turismo nautico sul Po, un Raid da Pavia a Venezia lungo un percorso di 414 km che toccasse il Ticino, il Po e poi, attraverso il canale di Brondolo he a quel tempo era chiamato Canale Vittorio Emanuele III, sboccasse in Laguna a Chioggia, raggiungendo infine Venezia.
A quel tempo la motonautica era già popolare. Sui laghi si organizzavano prove e gare di velocità. Era ovviamente uno sport d’èlite, che appassionava la nobiltà e la borghesia facoltosa. Ad aiutare Vincenzo Balsamo nell’organizzazione di questa audace prova sulla distanza, furono fra gli altri Piero Sozzani e Paride Negri con i figli Ettore e Tino che, già pluricampioni di canottaggio, erano titolari di un imbarcadero per il noleggio delle barche sul Ticino.

Il primo raid si svolse la domenica del 6 giugno 1929. Gareggiarono Ettore e Paride Negri, il primo con un motore Elto 350cmc e il secondo con un Elto 500 cmc e vari team dove il pilota richiedeva un secondo non solo in qualità di meccanico, ma per la conoscenza preziosa nella navigazione fluviale sul Po e sul Ticino: Quartana-Varesi (con un Johnson 500 cmc), Carbone-Zanasi (Lockwood da 350cmc), Benzoni-Fregnani (Johnson da 500cmc), Castaldi-Borromeo d’Adda ( Elto da 500 cmc).

I concorrenti partirono alle 4 del mattino: le rive degli argini erano popolate da una folla di appassionati. Tra gli ospiti illustri che affiancarono i commissari di gara e il commissario delle acque Contrammiraglio Camperio, l’Ing. De Capitani per il Touring Club, i giornalisti Emilio De Martino del Corriere della Sera e Arturo Pianca del Popolo d’Italia.

La gara fu vinta dal minuscolo fuoribordo di Ettore Negri, assistito dal meccanico Luigi Calvi (11.36’23’’). Al secondo posto si piazzò il conte Franco Mazzotti su un magnifico motoscafo Pitta, andato in secca ben 4 volte, nei punti più insidiosi dell’Eridano, come si chiamava il Po nel tempo antico. La signorina Balboni, in ritardo per una infinità di incidenti, arrivò dopo oltre 40 ore.

A partire da quella edizione il Raid venne effettuato regolarmente e senza interruzioni fino al 1939. Le prime tre edizioni le organizzò la Società Canottieri Ticino in collaborazione con la Lega Navale. Nel 1932, da una costola della Canottieri Ticino nasceva l’Associazione Motonautica di Pavia. L’edizione 1933 del Raid partì dalla sede galleggiante della nuova associazione.

Nel giro di 6 anni, tra il 1933 e il 1939, le medie orarie vennero stravolte. In soli sette anni si passò dai 35,670 km/h agli 86,73 km/h, dalle oltre 11 ore di Ettore Negri alle 5 ore e un minuto di Theo Rossi di Montelera. Sull’acqua comparvero bellissimi idroscivolanti che imposero la loro supremazia sugli scafi ad elica immersa.

Il fuoriclasse
Theo Rossi di Montelera


Il Conte di Montelera era un personaggio straordinario. Grande conoscitore di motori, meticoloso  organizzatore, affabile con tutti. Amava le sue ‘macchine’ quei mitici idroscivolanti che incantavano le folle in partenza da Pavia e all’arrivo a Venezia, lasciando sempre una durevole traccia di sé. Con le sue vittorie e il suo comportamento, sollevava ovunque ammirazione ed entusiasmo. In uno dei suoi viaggi in Usa fu ricevuto dal Presidente Franklin Delano Roosevelt. Egli resta nella storia del Raid Pavia-Venezia per le sue eroiche vittorie, ottenute in coppia con l’ingegner Guido Cattaneo, negli anni 1933-1936.
l conte Franco Mazzotti vinse due edizioni del Raid con scafo SIAI e motore Isotta Fraschini, il capitano Attilio Biseo vinse le edizioni del 32 e del 34 con un idroscivolante SIAI e motori Fiat e Farina. Il conte Theo Rossi di Montelera vinse tre volte nel ’33, nel 35 e nel ’36. Nel 1937 staccò tutti il tenente colonnello Goffredo Gorini con scafo SIAI e motore Alfa Romeo. Nel 1936, nella categoria idro corse Vito Mussolini con un principe Ruspoli in qualità di meccanico.
L’edizione del 1939 fu l’ultima prima della guerra.
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