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Ma la vera star di quella edizione fu il tennista Adriano Panatta che, al termine di una gara travagliata per il malfunzionamento del trim, si classificò al quattordicesimo posto finale e al quinto posto nel tratto cronometrato per la Coppa Montelera.
Nel 1993, Maurizio Caramelli, grande veterano della motonautica e del raid, vinse finalmente la Pavia-Venezia dopo un duello ingaggiato sin dalla partenza con il team formato dallo svizzero Sandro Pianella e il borettese Giuliano Landini. Il pilota pavese portò il suo Lucini-Mercury motorizzato con un 12 cilindri Lamborghini alla media oraria di 191.289 chilometri orari. A questa edizione partecipò un altro team di vip, Alessandro Benetton, in coppia con Andrea Bonomi, che concluse la gara superando la velocità media oraria dei 150 km.
l raid del 1994 fu adombrato dalla scomparsa del mitico Antonio Petrobelli, dalle proteste degli ecologisti e dal tempo che funestò la gara con un vento fortissimo. Dei pochi partecipanti, una parte fu fermata d’imperio dalla giuria a Boretto, solo pochi poterono ripartire e toccare il traguardo.
Il ‘Leonardo’ del Raid

Per l’ingegner Fabio Buzzi, classe 1943, il Raid non è mai stato solo una corsa. E’ stata sempre l’occasione per provare nuovi motori, nuovi scafi, nuove soluzioni tecniche, nuove diavolerie di sua invenzione. Nel 1969 si presentò al Raid con un tre punti fuori bordo e un motore Mercury da 700 cc presi a prestito. Riuscì a capovolgersi in Laguna sull’onda di una nave, affondando lo scafo e riuscendo a ripescarlo con l’aiuto di una chiatta. Dopo tre ore, ripartì senza carenatura, dopo aver asciugato il motore.
Si dovette fermare per un’ondata nei carburatori scoperti, a non più di 100 metri dall’arrivo. La pagaia di dotazione se l’era persa prima: annaspò dunque con le mani quasi fino al traguardo, poi usò il remo di un gondoliere mosso da pietà. Si piazzò gloriosamente penultimo, su oltre 100 concorrenti, in mezzo a un mare di applausi. Nell’edizione 1986 Fabio Buzzi finì alla massima velocità contro un’isola semisommersa del Po, spaccando lo scafo. 
Nel 1987 dovette cambiare tre batterie una dopo l’altra prendendole in prestito dagli spettatori lungo il percorso. Nell’edizione 1990, imboccò il canale sbagliato a Volta Grimana e si ritrovò al Faro di Porto Tolle.
Quando se ne accorse, tornò indietro a tutta velocità, recuperando giusto in tempo per arrivare secondo, dietro a Petrobelli, con un minuto di distacco. Nel 1992, dopo 30 km di percorso, si ritrovò su una riva a Stradella, con lo scafo spezzato. I soccorritori lo trovarono a tavola con i proprietari della casa galleggiante che aveva evitato per miracolo. Nel 2005 si è arenato sulla sabbia, ‘arando’ un lungo tratto di Isola Serafini.
Col 1989 si chiudeva un decennio di grandi piloti. E con il 1990 si apriva quello del Raid-spettacolo. Primo colpo di scena: la partenza da Cremona a causa del basso livello del Po. Su un percorso così risicato, si scatenò un quintetto di campioni formato da Petrobelli, Buzzi, Danini, Caramelli e Casanova.
Petrobelli e Buzzi si sfidarono lanciati alla velocità massima con una sola idea in testa, demolire il record dei 200 km orari. La corsa fu dominata da Buzzi che correva alla media oraria di 195.149. Ma Petrobelli a sorpresa lo superò in finale, registrando una media oraria di 198.868 Kn/h. La vittoria nella speciale classifica prototipi fu conquistata da Andrea Bonomi alla guida di una bellissima imbarcazione.
Nel 1991 il Raid tornò al suo vecchio tracciato, sui quasi 400 km di percorso. Un po’ a sorpresa si imposero Gervasoni e Bianchini alla guida del loro entrobordo Mostes azionato da un motore BPM. Fu un’edizione caratterizzata da condizioni metereologiche funeste e da un fortissimo vento. I vincitori infatti chiusero con una media oraria di 147.286.
La vittoria della Coppa Montelera fu conquistata da Balocchi. Giuseppe Landini vinse l’edizione del 1992 ancora una volta con partenza da Cremonea alla soglia dei 50 anni e con alle spalle molte partecipazioni al raid, toccando la media oraria di 192.509. Alle sue spalle si piazzarono Luca Radice e Mauro Danini.
L' ERA DEL RAID SPETTACOLO
Vinse l’equipaggio formato da Nordio e Comparato. La coppa Montelera fu aggiudicata a Giuliano Landini.
Il raid del 1995 portò sul podio un nome nuovo, quello di Remo Ranieri, che negli anni precedenti aveva ottenuto ottimi piazzamenti. L’anno successivo vinse uno svizzero, il pilota Secondo Spacio: impalmò la vittoria con un piccolo racer ‘classe 3. La Coppa Montelera fu invece conquistata dal nuovo astro nascente Dino Zantelli che avrebbe presto fatto parlare di sé.
Nel 1997 altro nome nuovo, quello del medico di Chignolo Po con la motonautica nel sangue, Giuseppe Sterza. Nella prima parte del tracciato lo superò Giorgio Lucchini alla guida di un magnifico Dac che gli valse nuovamente la conquista della Coppa Montelera. Lucchini salì sul podio al secondo posto con un distacco di soli 10 secondi. Alle spalle dei due contendenti si piazzarono Romanello Balocchi e Marco Maran.
Ma la vera star di questa edizione fu Aldo Aielli, 73 anni, detto il Caimano del Po, con il primato di 37 partecipazioni al Raid, che per la prima volta fu costretto al ritiro per un guasto al motore a pochi passi dal traguardo. L’edizione 1998 fu vinta da Dino Zantelli, che giunse secondo nel 1999 ma tornò sul gradino più alto del podio nel 2000 e nel 2001.