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Gli anni Sessanta si chiusero all’insegna dell’eterno confronto-scontro fra entro e fuoribordo e tra catamarani e racers. Nel 1970 brillò Renato Molinari con un fuoribordo che superò i 137 km/h. Ma la vittoria del Raid andò al parmense Roberto Brunelli, che pilotava un’imbarcazione costruita dai cantieri Rimossi, azionato da un Motore BPM Vulcano da 8000 cc, 8 cilindri a V, 4 carburatori a doppio corpo e una potenza di 500cv. Molinari e Rasini, sul podio con lui, guidavano fuoribordo costruiti dalla Mercury.
Brunelli firmò anche l’edizione 1971 nella quale stabilì anche il nuovo record assoluto a oltre 161 km/h., ma non riuscì a fare il bis per la Coppa Montelera: il record dei 178.582 rimase ancora nel carniere di Cometti. Al secondo e terzo posto si piazzarono il pavese Franco Migliavacca con un racer della classe 2500 e Giovanni Pallolio con un catamarano.
Al raid del 1972 si iscrissero ben 149 concorrenti e di questi un centinaio raggiunsero regolarmente il traguardo. Roberto Brunelli conseguì la terza vittoria dopo una dura battaglia con Rasini, l’avversario di sempre e stavolta si aggiudicò anche la coppa Theo Rossi di Montelera, ottenendo il miglior tempo nel tratto Isola Serafini-Revere. Gabriella Corti vinse nella classe 700cc carena tradizionale.
Il principe di Zibello

Roberto Brunelli è l’uomo delle vittorie gloriose raccolte con quel sorriso da rubacuori e delle sconfitte cocenti, quelle che arrivano all’ultima boa, sull’ultimo rettilineo, all’ultimo minuto. Ma lui sapeva festeggiare in tutte e due le occasioni, banchettando fino a notte fonda all’arrivo trionfale a Venezia con gli amici o lungo il Po fino a notte fonda con i barcaiolo che lo rimorchiavano a riva.
Su scafi competitivi e velocissimi sapeva imporre il suo stile: vinse per tre anni consecutivi tra il 1970 e il 1972.
Nel 1975 sfiorò un’altra vittoria. Si ritirò definitivamente all’inizio degli anni Ottanta, ma la passione per le gare e le velocità rimase. Nato in sella ad una moto, prima di passare alla motonautica, è tornato all’antica passione (nella versione sidecar).
L' EPOCA DELLE GRANDI SFIDE
Il 1973 fu l’anno della riscossa per i catamarani, favorita dal livello basso delle acque e dalle numerose secche. Renato Molinari a bordo del suo Molinari-Mercury strappò la vittoria a Gino Lupi  - su un racer Timossi con motore BPM- per una manciata di secondi. Il 1974 fu ricordato per le perfette condizioni del Po: Carlo Rasini ottenne una media oraria superiore ai 158km con un catamarano costruito da Mercruiser.
La lotta tra i giganti delle classi R3, R4, R5, Roo si risolse infine a favore del padovano Antonio Petrobelli, che migliorò il primato assoluto di velocità, portandolo a 166.331 km/h. Al secondo posto si piazzò il pilota mantovano Luigi Mattioli, con un tre punti motorizzato Alfa Romeo, al terzo si piazzò onorevolmente Gino Lupi.
Il Raid del 1975 è entrato nella storia per i colpi di scena finali. Si concluse in pratica a notte fonda, dopo la presentazione alla giuria di reclami e controreclami da parte dei piloti. Tutto successe a causa dell’errata interpretazione data da alcuni concorrenti a un articolo del regolamento riguardante il tratto Volta Grimana - Chioggia, che doveva essere percorso in un tempo massimo di 60 minuti. Fino all’anno prima ne erano stati concessi 90: la variazione fu ignorata da ben 23 equipaggi che impegarono un tempo superiore.
Alla fine il successo fu deciso dei tempi di penalizzazione inflitti ai due piloti che fecero registrare i migliori tempi e la palma della vittoria fu ritirata da Giuseppe Colnaghi vinse con un catamarano entro-fuori bordo, spinta da un propulsore costruito da Mercruiser in grado di sviluppare una potenza di 400 cv. La coppa Theo Rossi di Montelera se la aggiudicò il pavese Annibale Beltrami.
La magra eccezionale del Ticino del 1976 costrinse gli organizzatori a sposare la partenza al Ponte della Becca e a fronteggiare un’edizione travagliata: si iniziò con un minacciato sciopero degli addetti alle conche, seguirono un numero altissimo di ritiri e incidenti che coinvolsero campioni del calibro di Brunelli. Alla fine vinse ancora Giuseppe Colnaghi, superando di misura Renato Molinari e Teresio Lupano.
l pavese Annibale Beltrami vinse la 37° edizione nel 1977 regalando alla corsa un nuovo primato di velocità, 170 km/h. Nelle classi minori primeggiarono  Ubaldo Becco, Alberto Mammuccari, Emilio Mazzocchi, Giuseppe Todeschini e il principe Diofebo Meli Lupi di Soragna.
L’anno seguente il record di Beltrami fu demolito dalle prodezze di Renato Molinari che volò da Pavia a Venezia in meno di due ore. Il nuovo primato venne fissato a 187.286 km/h.Giuseppe Colnaghi, festeggiato inizialmente come vincitore, fu retrocesso al secondo posto alle spalle di Renato Molinari a causa del ritardo impiegato per l’attraversamento delle conche. Egli gareggiò comunque a una velocità media superiore ai 170 km/h. Molinari innalzò il record della Coppa Montelera a 192.408 km orari.
L’edizione speciale 50° del Raid, nel 1979, vide la collaborazione speciale della Federazione Italiana di Motonautica. Renato Molinari vinse alla guida di un catamarano azionato da un fuoribordo Evinrude di 2500cc